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Le tecnologie dell’industria 4.0 stanno ridisegnando le catene del valore globali: la nuova ricerca del ReValue Chains T-Lab

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L’articolo “The impact of industry 4.0 technologies on global value chain geographical configuration, efficiency, and sustainability: a systematic literature review” pubblicato sulla rivista Review of Managerial Science e firmato da Anahita Hedayat Zadeh, Federica Sacco, Giovanna Magnani e Valerio Veglio (membri del ReValue Chains T-Lab) analizza la letteratura scientifica esistente per rispondere a una delle domande più rilevanti per chi studia e gestisce le catene di valore globali oggi: in che modo le tecnologie dell’industria 4.0 ne stanno trasformando la configurazione geografica, l’efficienza e la sostenibilità?

Pandemia, geopolitica, materie prime: le GVC sotto pressione

Le GVC sono state messe duramente alla prova negli ultimi anni: dalla pandemia da COVID-19 alle tensioni geopolitiche, dalle carenze di materie prime all’inflazione; in questo scenario la resilienza è diventata una priorità strategica per le imprese che operano su scala internazionale.

Le tecnologie dell’industria 4.0, dall’intelligenza artificiale all’IoT, dalla manifattura additiva alla blockchain, offrono strumenti concreti per rispondere a queste sfide, ma il loro impatto è spesso studiato in modo frammentato.

Attraverso una revisione sistematica di 73 articoli scientifici, la ricerca mappa e sintetizza gli effetti delle tecnologie dell’industria 4.0 su tre dimensioni strategiche delle GVC.

1) Configurazione geografica

Come le tecnologie influenzano le decisioni di reshoring, nearshoring e rilocalizzazione delle attività produttive.

2) Efficienza

Come queste tecnologie migliorano la produttività, riducono i costi di coordinamento e aumentano la reattività alle perturbazioni.

3) Sostenibilità

Come le stesse tecnologie abilitano pratiche di economia circolare, riduzione delle emissioni e monitoraggio ambientale.

Efficienza, sostenibilità e geografia non vanno studiate separatamente: perché?

La novità principale dello studio sta nel leggere queste tre dimensioni non separatamente (come avviene nella maggior parte della letteratura esistente) ma come un sistema interconnesso: la resilienza delle GVC emerge, secondo il modello teorico proposto, come un risultato generato dall’interazione tra configurazione geografica, efficienza e sostenibilità, e non come un attributo isolato.

In primo luogo, il reshoring e, più in generale, la localizzazione delle attività vengono adottati per ridurre l’esposizione a contesti rischiosi e migliorare il controllo, ma il loro contributo alla resilienza dipende da scelte di governance come la rapidità decisionale e il multi-sourcing; in questo contesto, una maggiore trasparenza, controllo e monitoraggio, abilitati dalle tecnologie dell’industria 4.0, consentono di adattare rapidamente operazioni e allocare i flussi durante le interruzioni. In secondo luogo, l’adozione di pratiche di economia circolare crea flussi alternativi e capacità aggiuntiva in caso di shock.

Lo studio offre anche indicazioni pratiche per chi gestisce le GVC: adottare le tecnologie dell’industria 4.0 non è sufficiente se non è accompagnato da cambiamenti organizzativi, aggiornamento delle competenze e una strategia che tenga conto simultaneamente di efficienza, sostenibilità e resilienza.

Le PMI, in particolare, possono trarre benefici significativi proprio perché queste tecnologie consentono di superare i limiti di scala tipici della produzione di massa tradizionale.

La dimensione sociale e le PMI nei Paesi emergenti: le sfide aperte per la ricerca futura

L’articolo identifica anche alcune lacune importanti: la dimensione sociale della sostenibilità (impatto sull’occupazione, condizioni di lavoro, disuguaglianze) rimane ancora poco esplorata, così come mancano studi empirici che analizzino l’interazione simultanea delle tre dimensioni, in particolare nei paesi in via di sviluppo e nelle PMI.

L’articolo è disponibile in open access su Review of Managerial Science e può essere letto e scaricato liberamente; per chi volesse approfondire i temi della ricerca o entrare in contatto con il team del ReValue Chains Lab, ecco la pagina dedicata al laboratorio.


Industry 4.0 technologies are reshaping global value chains: new research from the ReValue Chains T-Lab

The article “The impact of industry 4.0 technologies on global value chain geographical configuration, efficiency, and sustainability: a systematic literature review“, published in the Review of Managerial Science and authored by Anahita Hedayat Zadeh, Federica Sacco, Giovanna Magnani and Valerio Veglio (members of the ReValue Chains T-Lab), analyses the existing scientific literature to answer one of the most pressing questions for those who study and manage global value chains today: how are Industry 4.0 technologies transforming their geographical configuration, efficiency and sustainability?

Pandemic, geopolitics, raw materials: GVCs under pressure

GVCs have been severely tested in recent years: from the COVID-19 pandemic to geopolitical tensions, from raw material shortages to inflation. In this context, resilience has become a strategic priority for companies operating on an international scale.

Industry 4.0 technologies — from artificial intelligence to IoT, from additive manufacturing to blockchain — offer concrete tools to address these challenges, but their impact is often studied in a fragmented way.

Through a systematic review of 73 scientific articles, the research maps and synthesises the effects of Industry 4.0 technologies on three strategic dimensions of GVCs.

1) Geographical configuration

How technologies influence reshoring, nearshoring, and relocation decisions of productive activities.

2) Efficiency

How these technologies improve productivity, reduce coordination costs, and increase responsiveness to disruptions.

3) Sustainability

How the same technologies enable circular economy practices, emissions reduction, and environmental monitoring.

Why efficiency, sustainability, and geography must not be studied separately

The main novelty of the study lies in reading these three dimensions not separately — as most of the existing literature does — but as an interconnected system: GVC resilience emerges, according to the proposed theoretical model, as an outcome generated by the interaction between geographical configuration, efficiency, and sustainability, rather than as an isolated attribute.

First, reshoring and, more broadly, the localisation of activities are adopted to reduce exposure to risky contexts and improve control, but their contribution to resilience depends on governance choices such as decision-making speed and multi-sourcing. In this context, greater transparency, control, and monitoring, enabled by Industry 4.0 technologies, allow for rapid adaptation of operations and reallocation of flows during disruptions. Second, the adoption of circular economy practices creates alternative flows and additional capacity in the event of shocks.

The study also offers practical guidance for those managing GVCs: adopting Industry 4.0 technologies is not enough if it is not accompanied by organisational changes, skills development, and a strategy that simultaneously accounts for efficiency, sustainability, and resilience.

SMEs in particular can reap significant benefits, precisely because these technologies allow them to overcome the scale limitations typical of traditional mass production.

Social dimensions and SMEs in emerging countries: open challenges for future research

The article also identifies several important gaps: the social dimension of sustainability — impact on employment, working conditions, inequalities — remains largely underexplored, as do empirical studies analysing the simultaneous interaction of the three dimensions, particularly in developing countries and among SMEs.

The article is available open access in the Review of Managerial Science and can be freely read and downloaded. Those wishing to explore the research topics further or get in touch with the ReValue Chains Lab team can visit the dedicated laboratory page.